Guida Completa 2026

Come Aprire una Parafarmacia

La guida aggiornata al 2026 con gli 8 passi da seguire per avviare un esercizio di vicinato di successo: requisiti, costi, SCIA e iter burocratico.

Aprire una parafarmaciaè un'opportunità imprenditoriale concreta: un investimento a partire da 60.000 euro, nessuna licenza specifica e iter burocratico semplificato tramite SCIA. In Italia operano oltre 4.000 parafarmacie e il settore è in costante crescita grazie all'ampliamento dei servizi sanitari erogabili. In questa guida trovi tutti i passaggi necessari — dalla strategia iniziale alla registrazione al Ministero della Salute — basati su oltre 50 anni di esperienza della Sartoretto Verna nel settore farmaceutico.

Guida Passo-Passo

Gli 8 passi per aprire una parafarmacia

Un percorso collaudato, dalla strategia commerciale all'avvio dell'attività, per trasformare la tua idea in un'impresa redditizia.

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Concepire la strategia commerciale

Il primo passo per aprire una parafarmacia di successo è definire una strategia commerciale chiara. Analizza il bacino d'utenza della zona, studia la concorrenza (farmacie e parafarmacie già presenti), definisci il tuo target di clientela e il posizionamento competitivo. Scegli il mix merceologico (farmaci da banco, integratori, cosmetici, dispositivi medici) e i servizi da offrire (analisi, consulenze, trattamenti estetici). Una parafarmacia con una strategia ben definita ha una redditività fino al 40% superiore rispetto a quelle aperte senza pianificazione.

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Individuare il locale commerciale

La scelta del locale è determinante per il successo della parafarmacia. Cerca un locale commerciale con certificato di agibilità di almeno 50–60 mq per la sola vendita di prodotti, o non meno di 80–100 mq se intendi offrire servizi aggiuntivi come trattamenti viso/corpo, check-up e consulenze nutrizionali. Valuta attentamente la posizione: visibilità dalla strada, parcheggio, vicinanza a studi medici o centri commerciali, passaggio pedonale. La normativa sugli esercizi di vicinato prevede un limite di superficie di vendita di 150 mq nei comuni sotto 10.000 abitanti e 250 mq nei comuni più grandi.

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Scegliere il partner per la realizzazione

Scegli un partner esperto per la progettazione e l'arredamento della parafarmacia. Il layout del punto vendita influisce direttamente sulle vendite: flusso clienti, posizionamento dei prodotti, illuminazione strategica e visual merchandising possono fare la differenza tra una parafarmacia che fattura 200.000 euro e una che supera i 400.000 euro l'anno. La Sartoretto Verna, con oltre 2.500 realizzazioni nel mondo dal 1965 e tre generazioni di architetti specializzati nel settore farmaceutico, offre un servizio completo: dalla consulenza strategica al progetto 3D, dalla produzione degli arredi all'installazione chiavi in mano.

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Definire il budget di investimento

L'investimento complessivo per aprire una parafarmacia nel 2026 varia indicativamente da 60.000 a 150.000 euro, con una media consigliata di circa 100.000 euro per un punto vendita di medie dimensioni ben fornito. Le voci principali sono: affitto del locale (800–2.800 €/mese), arredamento e allestimento (15.000–27.500 €), stock iniziale di farmaci e prodotti (20.000–35.000 €), spese burocratiche e professionali (3.000–5.000 €), tecnologia e software gestionale (2.000–4.000 €). Valuta le opzioni di finanziamento: mutuo chirografario, leasing per gli arredi, bandi regionali per nuove attività commerciali, credito d'imposta ZES per il Mezzogiorno.

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Presentare la SCIA al Comune

L'apertura di una parafarmacia è soggetta a SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), da presentare al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) del Comune di competenza tramite PEC, allegando tutta la documentazione richiesta: planimetria del locale, certificato di agibilità, dichiarazione di conformità degli impianti, dati del farmacista responsabile con iscrizione all'Albo. La SCIA ha efficacia immediata ai sensi del D.Lgs. 222/2016: l'attività può essere avviata dalla data di presentazione, senza attendere 30 giorni. L'amministrazione comunale ha 60 giorni per effettuare eventuali verifiche e contestazioni.

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Comunicazioni agli enti competenti

Una volta presentata la SCIA, è necessario comunicare tramite PEC l'apertura dell'attività a diversi enti: Ministero della Salute (per la registrazione nel sistema sanitario), AIFA — Agenzia Italiana del Farmaco (per l'autorizzazione alla vendita di medicinali), Ordine dei Farmacisti della provincia di competenza (per la comunicazione del farmacista responsabile), Regione e ASL territoriale. In parallelo, procedi all'iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio e all'apertura della partita IVA con codice ATECO 47.73.10 (commercio al dettaglio di prodotti farmaceutici). Tutte le comunicazioni ufficiali devono avvenire tramite PEC.

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Registrazione al Ministero della Salute

Registrati al sistema NSIS (Nuovo Sistema Informativo Sanitario) sul portale del Ministero della Salute per ottenere il codice identificativo dell'esercizio e il codice di tracciabilità dei farmaci, obbligatori per la vendita di medicinali da banco. Iscriviti anche alla Banca Dati degli Esercizi del Ministero, che contiene l'elenco ufficiale di tutti gli esercizi di vicinato autorizzati alla vendita di farmaci in Italia. Questa registrazione è indispensabile per ordinare i farmaci dai distributori intermedi e per l'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per le spese sanitarie detraibili dei clienti.

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Avviare l'attività

Completati tutti gli adempimenti burocratici — SCIA, iscrizione alla Camera di Commercio, registrazione NSIS e comunicazioni agli enti — puoi avviare l'attività. Inoltra la domanda di richiesta dei farmaci ai distributori intermedi autorizzati (grossisti farmaceutici), presentando il numero di autorizzazione comunale e i dati della Camera di Commercio. Attiva il registratore di cassa telematico e la connessione al Sistema Tessera Sanitaria. Il primo ordine di farmaci da banco viene evaso in genere entro 24–48 ore. La tua parafarmacia è pronta ad accogliere i primi clienti.

Budget indicativo per aprire una parafarmacia

L'investimento complessivo per aprire una parafarmacia nel 2026 varia da 60.000 a 150.000 euro, con una media consigliata di circa 100.000 euro. Il fatturato annuo di una parafarmacia ben posizionata si colloca tra 200.000 e 500.000 euro, con margini netti dal 4% al 20%. Il ritorno sull'investimento si ottiene in media tra 12 e 24 mesi.

Domande Frequenti

Tutto quello che devi sapere per aprire una parafarmacia

Le risposte ai quesiti più comuni su requisiti, costi, prodotti vendibili, normativa e iter burocratico.

Qual è la differenza tra farmacia e parafarmacia?

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La differenza principale riguarda i farmaci vendibili: in farmacia si vendono tutti i medicinali, compresi quelli con prescrizione (fascia A e C). In parafarmacia solo farmaci da banco OTC e SOP. La parafarmacia si apre con una SCIA, senza licenza specifica.

Chi può aprire una parafarmacia?

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Chiunque può aprire una parafarmacia, anche senza laurea in farmacia. È però obbligatoria la presenza di un farmacista abilitato e iscritto all'Ordine per tutto l'orario di apertura. Non può ricoprire il ruolo chi è già titolare o socio di una farmacia (incompatibilità ex D.L. 223/2006).

Quanto costa aprire una parafarmacia?

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L'investimento complessivo varia da 60.000 a 150.000 euro, con una media di circa 100.000 euro. Le voci principali: affitto (800–2.800 €/mese), arredamento (15.000–27.500 €), stock iniziale (20.000–35.000 €), burocrazia e tecnologia (5.000–9.000 €).

Quanto si guadagna con una parafarmacia?

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Il fatturato annuo si colloca tra 200.000 e 500.000 euro. Il margine netto varia dal 4% al 20% in base alla gestione e ai servizi offerti. Il break-even si raggiunge mediamente tra 12 e 24 mesi.

Cosa si può vendere in parafarmacia?

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Farmaci da banco (OTC e SOP), medicinali veterinari e omeopatici senza ricetta, integratori, cosmetici, dispositivi medici, prodotti fitoterapici, articoli per igiene e infanzia, dispositivi per autoanalisi e test diagnostici rapidi.

Serve una distanza minima dalle farmacie?

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No, non esiste alcun vincolo di distanza. La parafarmacia è un esercizio commerciale libero, senza pianta organica né contingentamento territoriale. Può essere aperta ovunque vi sia un locale idoneo.

Quali servizi può offrire una parafarmacia?

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Analisi di prima istanza (glicemia, colesterolo, trigliceridi), ECG, holter, test diagnostici rapidi, consulenze nutrizionali, trattamenti estetici e servizi di telemedicina. Verificare con la ASL le autorizzazioni regionali.

Quale insegna e quale croce può usare la parafarmacia?

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La denominazione "farmacia" e la croce verde sono riservate alle farmacie SSN. La parafarmacia usa la denominazione "Parafarmacia" con croce blu o ciano, come confermato dalla giurisprudenza del TAR.

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