Articolo tratto da quotidianosanita.it

 

I due relatori al disegno di legge di conversione del decreto liberalizzazioni (Bubbico, Pd e Vicari, Pdl) hanno presentato un loro emendamento all’art. 11 sulle farmacie.

 
In tutto 17 nuovi commi che sostituiscono integralmente il testo originale del provvedimento ora al voto della Commissione prima dell’invio all’aula del Senato previsto per domani.
Il nodo centrale del deecreto, quello dell’apertura di almeno 4.500/5.000 farmacie, punto sul quale il Governo ha posto paletti irremovibili, dovrebbe restare garantito anche con il nuovo quorum proposto dai relatori che hanno individuato anche altri terreni di modifica  seguendo il principio di sminuzzare il testo un po’ di qui e un po’ di là.
 
E così il quorum  farmacia/abitanti sale da 3.000 a 3.300, ma sparisce la soglia dei 12.500 abitanti quale limite per le parafarmacie prevista dal decreto Salva Italia. Non si parla di riserva per le parafarmacie nei concorsi ma si punta a garantire punteggi uguali per tutti senza titoli privilegiati ai concorrenti. Si tiene il punto sulla fascia C con ricetta solo in farmacia ma si liberalizzano i galenici senza ricetta e i veterinari con e senza ricetta.
 
E poi altre piccole modifiche come quella che consentirebbe ai farmacisti di restare titolari fino all’età della pensione senza fissare il limite preordinato di 65 anni (vista la tendenza ad innalzare l’età pensionabile)e infine via la norma sul fondo per  le farmacie dei piccoli comuni. Sì anche alla possibilità di confezioni monodose “anti sprechi” dei medicinali ma con limiti ferrei al confezionamento.