Con 257 sì e 41 no la manovra è diventata legge nel pomeriggio di ieri. Calano i sì al Governo, perciò, visto che ai no della Lega vanno aggiunti Idv, Svp e Union Valdotaine. Nel testo definitivo, come noto, i medicinali con ricetta restano appannaggio della farmacia, ma da quella che è oggi la fascia C escono alcune molecole che approdano nel fuori canale. Il legislatore affida all’Aifa, il compito di stilare, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, una lista di medicinali, periodicamente aggiornabile, per i quali sia ancora richiesto l’obbligo di ricetta. Nel testo, inoltre, si stabilisce che la liberalizzazione della fascia C sarà possibile nei Comuni aventi popolazione sopra i 12.500 abitanti. Ma la questione sembra rimanere aperta visto che lo stesso premier Monti prima del voto ha sottolineato come occorra passare «a una fase organica di Riforme di cui abbiamo messo semi come ad per esempio in tema di liberalizzazioni». «Voglio affermare» prosegue Monti «che tutti i suggerimenti anche provenienti da studi autorevoli, sono suggerimenti su cui il governo lavorerà con attenzione. Quindi, «liberalizzazioni, ma anche agevolazioni fiscali a famiglie e imprese». I farmacisti sembrano avvertiti.
Dalla Repubblica
Ma perché abbiamo un Parlamento prigioniero delle corporazioni? C’è una lettera (protocollo 20080004354/A. G.) del 16 aprile del 2008 firmata dall’allora presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, Giacomo Leopardi (alla guida dell’ordine per ben 23 anni) che spiega – involontariamente, sia chiaro – chi sono i lobbisti con indennità da parlamentare.
La lettera è scritta subito dopo le ultime elezioni ed è inviata a tutti i presidenti degli ordini dei farmacisti. “Si fa seguito e riferimento alla circolare federale n.7123 del 10 marzo u. s. per informare che, con riferimento alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile u. s., sono risultati eletti al nuovo Parlamento i seguenti farmacisti. Dott. Rocco Crimi (Pdl), Camera, Dott. sa Chiara Moroni (Pdl, passata poi a Futuro e Libertà, ndr), dott. Valerio Carrara (Pdl), Senato, Dott. Fabrizio Di Stefano (Pdl), Senato. Si evidenzia inoltre che è stato eletto al Senato anche il Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri (Pdl), presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Bari e componente del Comitato centrale della federazione”.
Ma non è finita: “La scrivente esprime ai farmacisti eletti vivissime congratulazioni e formula loro i migliori auguri di un buon lavoro da svolgere nel rispetto dei valori ordinistici e dei principi fondanti la nostra professione”. Uno smaccato conflitto di interessi nella degenerazione del parlamentare-designato chiamato a rispondere al suo capo partito e a nessun elettore.