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	<title>Parafarmacie</title>
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	<description>Parafarmacie Arredamento - aprire una parafarmacia - soluzioni e arredamenti per parafarmacie</description>
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		<title>Liberalizzazioni, molte conferme nel decreto varato dal governo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tramonta l'eventualità di una seconda "fuga" della fascia C con ricetta dalle farmacie ma rimangono il quorum a tremila abitanti, gli sconti sulla fascia A e la deregulation di orari e turni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Articolo tratto da farmacista33.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Tramonta l&#8217;eventualità di una seconda &#8220;fuga&#8221; della <strong>fascia C</strong> con ricetta dalle farmacie ma rimangono il quorum a tremila abitanti, gli sconti sulla fascia A e la deregulation di orari e turni. Conferma gran parte delle anticipazioni dei giorni scorsi il <strong>decreto sulle liberalizzazioni</strong> sfornato venerdì in serata dal Governo. L&#8217;articolo che riguarda farmacie e &#8220;para&#8221; è l&#8217;11 ed è un numero che i <strong>farmacisti</strong> manderanno velocemente a memoria perché se ne parlerà parecchio nei giorni a venire, non solo per le iniziative di protesta che già si annunciano (vedi articolo sotto) ma anche per il dibattito che certamente si aprirà sugli effetti del pacchetto. A cominciare dal numero di sedi che spunteranno dall&#8217;abbassamento del quorum: confermati i tremila abitanti (con resti a 501 e 1.501 nei comuni abitati rispettivamente da più o meno di 9mila persone) bisognerà prima poi mettere un punto al balletto di cifre di questi giorni, con Federfarma che insiste su settemila, Fofi che ipotizza 5mila e il Cirf (Centro interdipartimentale ricerca farmacoeconomia e farmaco utilizzazione) dell&#8217;Università Federico II di Napoli che recentemente ha detto 4.200.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">La variabilità delle stime dipende anche dall&#8217;inclusione o meno nei conteggi dei presìdi che potrebbero sorgere nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili, nelle stazioni marittime, nelle aree di servizio e nei centri commerciali con più di 10mila metri quadrati (questi ultimi purché non sia già aperta una farmacia a meno di 1.500 metri), come prevede il comma 3 dell&#8217;articolo 11. Ma anche qui le previsioni oscillano tra il più nero pessimismo e un consolante ottimismo, cui non è estraneo il passaggio che conferma la prelazione ai comuni fino al 2022.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">Sparisce invece, come si diceva, l&#8217;eventualità di una seconda <strong>liberalizzazione dei farmaci di fascia C</strong>. Era la minaccia incombente sulle farmacie delle Regioni che non sarebbero riuscite ad aprire l&#8217;80% delle nuove sedi entro il 1 marzo 2013, nella versione definitiva del decreto il Governo ha preferito spostare il tiro sulle sole amministrazioni: se non aggiorneranno la <strong>Pianta organica</strong> entro 120 giorni dalla data di approvazione della legge di conversione e non bandiranno un concorso straordinario per soli titoli (riservato ai non titolari e ai rurali sussidiati) entro i successivi trenta, perdono i finanziamenti integrativi del Ssn e scatta il commissariamento. E a proposito di concorso, torna per i <strong>farmacisti</strong> la possibilità (già balenata fugacemente nella manovra di dicembre) di partecipare in modo associato per raggruppare i punteggi e incrementare così le chance di assicurarsi una farmacia.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">Farà certo discutere a lungo sul significato pratico dei provvedimenti anche il comma che autorizza le farmacie a «svolgere la propria attività e i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari e i turni di apertura», così come a «praticare sconti sui prezzi pagati direttamente da tutti i clienti per i farmaci e prodotti venduti, dandone adeguata comunicazione alla clientela».</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">Infine, in materia di cessioni, rimangono i sei mesi per passare la farmacia all&#8217;erede abilitato oppure i due anni per venderla al miglior acquirente. </span></p>
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		<title>Liberalizzazioni, bozza del governo: quorum a tremila e cessione entro sei mesi senza erede</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Parafarmacie]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazione farmaci]]></category>
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		<category><![CDATA[manovra Monti farmacie]]></category>

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		<description><![CDATA[Quorum unico a tremila abitanti con resti differenziati per l'apertura della seconda sede, concorsi straordinari per soli titoli riservati a non titolari e rurali sussidiati da bandire entro 150 giorni, vendita della farmacia entro sei mesi anziché due anni in caso di assenza di eredi. Si dovrebbe muovere su queste direttrici il decreto sulle liberalizzazioni ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Articolo tratto da farmacista33.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Quorum unico a tremila abitanti con resti differenziati per l&#8217;apertura della seconda sede, concorsi straordinari per soli titoli riservati a non titolari e rurali sussidiati da bandire entro 150 giorni, vendita della farmacia entro sei mesi anziché due anni in caso di assenza di eredi. Si dovrebbe muovere su queste direttrici il decreto sulle <strong>liberalizzazioni</strong> che il Governo (nella foto il premier) intende varare verso la fine della prossima settimana. Ad anticiparle è la bozza che da ieri circola tra gli addetti ai lavori, nella quale le <strong>farmacie</strong> trovano spazio all&#8217;articolo 11: asciutto, lungo appena sei commi, il testo pare ricalcare in traccia il manifesto Federfarma dell&#8217;ottobre scorso, anche se i parametri non sono certo quelli che i titolari avrebbero gradito.</span><br /><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Il quorum innanzitutto: il Governo fissa l&#8217;asticella a <strong>tremila abitanti per farmacia</strong>, senza più differenze tra centri grandi e piccoli. La dimensione demografica torna però a contare sui resti: nei comuni con più di 9mila abitanti, la sede successiva si apre quando l&#8217;eccedenza supera i 500 abitanti, negli altri quando si valicano i 1.500. «In tali comuni perciò» si legge nella relazione tecnica che accompagna la bozza di articolo «la seconda farmacia può essere istituita soltanto al raggiungimento dei 4.501 abitanti e la terza a 7.501».</span><br /><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Anche sui concorsi c&#8217;è vicinanza tra la proposta di Federfarma e quella del Governo: le sedi istituite in base al nuovo quorum, infatti, verranno assegnate con un concorso per soli titoli riservato a non titolari e rurali sussidiati, senza diritti di prelazione da parte dei comuni. Anche qui, però, Monti e colleghi ci hanno messo del loro: Regioni e Province autonome, infatti hanno 120 giorni di tempo per adeguare le Piante organiche e altri 30 per bandire i concorsi. Le amministrazioni che non rispettano le scadenze appena indicate perdono i finanziamenti integrativi del Ssn e in quelle che al 1 marzo 2013 non hanno assegnato almeno l&#8217;80% delle sedi di nuova istituzione scatta l&#8217;autorizzazione alla vendita dei <strong>farmaci di fascia C</strong> con ricetta nelle <strong>parafarmacie</strong> (esclusi solo stupefacenti e sostanze psicotrope).</span><br /><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Torna pure il tema delle farmacie in stazioni, aeroporti e grandi centri commerciali (più di 10mila metri quadri): per il Governo possono essere istituite dai comuni sentito l&#8217;ordine dei farmacisti, ma solo dove non è già presente un presidio a meno di 1.500 metri di distanza. E fino al 2022 su queste nuove sedi può essere esercitato il diritto di prelazione da parte delle amministrazioni locali.</span><br /><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Nuovo di zecca &#8211; e non potrebbe essere altrimenti &#8211; è invece il comma 6, che abbassa a sei mesi il lasso di tempo entro il quale i familiari devono vendere la farmacia in mancanza di eredi laureati.</span></p>
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		<title>Liberalizzazioni farmacie,decreto legge in arrivo entro il 20 gennaio</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:50:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[decreto legge farmacie]]></category>
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		<description><![CDATA[L'annuncio  fatto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricala'  nel corso della sua partecipazione alla trasmissione televisiva ''Porta a Porta"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;annuncio  fatto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricala&#8217;  nel corso della sua partecipazione alla trasmissione televisiva &#8221;Porta a Porta&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Il governo Monti accelera, le tanto attese o temute liberilizzazioni  sarebbero in dirittura d’arrivo. Il governo interverrà con un decreto legge e il provvedimento verrà varato entro il 20 di gennaio. Il sottosegratario Catricalà ha spiegato: &#8220;è stato deciso di procedere con un decreto perché una proposta di legge avrebbe un periodo troppo lungo di gestazione in Parlamento&#8221;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Riguardo il tema farmacie il Sottosegratario ha anticipato alcuni dettagli del piano che l&#8217;esecutivo sta preparando,spiegando che è previsto un aumento del numero delle farmacie:«Vogliamo ottenere risultati per i consumatori. Ci sarà un aumento della pianta organica in modo da consentire ai nostri cittadini di ottenere i giusti sconti&#8221;.</span></p>
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		<title>La Manovra è legge, liberalizzazioni light almeno per ora</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 10:11:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con 257 sì e 41 no la manovra è diventata legge nel pomeriggio di ieri. Calano i sì al Governo, perciò, visto che ai no della Lega vanno aggiunti Idv, Svp e Union Valdotaine. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Con 257 sì e 41 no la manovra è diventata legge nel pomeriggio di ieri. Calano i sì al Governo, perciò, visto che ai no della Lega vanno aggiunti Idv, Svp e Union Valdotaine. Nel testo definitivo, come noto, i medicinali con ricetta restano appannaggio della farmacia, ma da quella che è oggi la fascia C escono alcune molecole che approdano nel fuori canale. Il legislatore affida all&#8217;Aifa, il compito di stilare, entro 120 giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge di conversione del decreto, una lista di medicinali, periodicamente aggiornabile, per i quali sia ancora richiesto l&#8217;obbligo di ricetta. Nel testo, inoltre, si stabilisce che la liberalizzazione della fascia C sarà possibile nei Comuni aventi popolazione sopra i 12.500 abitanti. Ma la questione sembra rimanere aperta visto che lo stesso premier Monti prima del voto ha sottolineato come occorra passare «a una fase organica di Riforme di cui abbiamo messo semi come ad per esempio in tema di liberalizzazioni». «Voglio affermare» prosegue Monti «che tutti i suggerimenti anche provenienti da studi autorevoli, sono suggerimenti su cui il governo lavorerà con attenzione. Quindi, «liberalizzazioni, ma anche agevolazioni fiscali a famiglie e imprese». I farmacisti sembrano avvertiti. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Farmacisti bistrattati &#8211; lettera di un collega in provincia di Foggia</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 12:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono un farmacista di un piccolo centro nel Gargano in provincia di Foggia e questa è per me una giornata di turno, un'interminabile domenica e l'ennesima delle tante condivise e alternate, per oltre vent'anni, con l'altra farmacia del paese in cui risiedo nel disimpegno del servizio... è la lettera di un farmacista che merita di entrare nel dibattito in corso..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo tratto dal sito: <a href="http://www.farmaciaanania.com/">http://www.farmaciaanania.com/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono un farmacista di un piccolo centro nel Gargano in provincia di Foggia e questa è per me una giornata di turno, un&#8217;interminabile domenica e l&#8217;ennesima delle tante condivise e alternate, per oltre vent&#8217;anni, con l&#8217;altra farmacia del paese in cui risiedo nel disimpegno del servizio. Attività ininterrotta e trascorsa, di fatto, in un regime di “arresti domiciliari”, sempre reperibile, mai assente o “fuori stanza”, disponibile ventiquattro ore su ventiquattro. Nelle giornate di lavoro festivo non c&#8217;è differenza tra il freddo grigiore invernale e l&#8217;accecante afa d&#8217;estate. Il tempo rallenta e segue il ritmo degli sporadici clienti interessati a un consiglio piuttosto che a un acquisto e a raccontare, nell&#8217;inusuale privacy e solitudine del momento, le situazioni spiacevoli di una salute precaria. Capita anche di scambiare un caffè con il giornale offerto dall&#8217;amico, entrato a salutare e fare quattro chiacchiere che sottraggono minuti preziosi al disbrigo delle scartoffie. Un caffè particolarmente amaro oggi, pur se corretto da una robusta dose di zucchero! Nello scorrere le notizie leggo degli ultimi avvenimenti sulla sanità pugliese e la mente torna a quanto riportato nelle settimane e mesi antecedenti. Il succo del discorso è la solita minestra condita con le solite parole: deficit, riordino, tagli, riorganizzazione, risparmio, incapacità, disastro, mancanza di controlli, incompetenza, dimissioni e, infine, concussione, raccomandazioni, associazione a delinquere, avviso di garanzia, ecc. &#8230; Sorge naturale la necessità di chiudere il giornale e uscir fuori, a sostare sull&#8217;ingresso della farmacia, per respirar aria pulita, riflettere e lasciare che lo sguardo si allontani verso l&#8217;orizzonte. Proprio in questi giorni è allo studio l&#8217;ennesima manovra finanziaria finalizzata al recupero di risorse economiche da parte della Regione. Infatti il disavanzo sanitario del 2010 che la giunta aveva presunto fosse uguale a quello del 2009 è, a detta degli organi di stampa, ulteriormente incrementato (+ 16% rispetto al 2009). Raggiunge pare 615 milioni di euro, nonostante i 218 milioni di euro di maggior tasse versate dai cittadini pugliesi. Verranno pertanto richiesti ulteriori sacrifici! Tra le novità, con la delibera della Giunta Regionale del 14 febbraio u.s. n.209, si determina che le ASL opereranno in distribuzione diretta per l’ossigeno liquido e per i presidi per diabetici con procedure centralizzate per l&#8217;acquisto di farmaci che andranno ad aggiungersi ai prodotti per ileo e colostomia, pannoloni per incontinenza e altri ausili, anzitempo tolti alle farmacie, e distribuiti direttamente dalle ASL con grossi disagi per la popolazione e a costi sociali ed economici mai correttamente quantificati. Ma tant&#8217;è, bisogna pur impiegare il surplus di personale in qualcosa, no? E poco importa agli amministratori delle difficoltà arrecate ai cittadini. Nulla interessa loro della qualità del servizio offerto; scadente per i pochi centri ospedalieri di distribuzione e la brevità degli orari di erogazione. Non posso fare a meno di notare che vi è un sottile “filo rosso” che unisce le politiche del farmaco della regione Puglia con quelle di altre regioni dello stesso colore politico come la Toscana e l&#8217;Emilia Romagna. Principalmente esse sono tese a eliminare la centralità della farmacia nel panorama sanitario Regionale a vantaggio della parte pubblica (ASL) fautrice di sprechi, assunzioni pilotate di personale inefficiente e/o scelto con criteri meritocratici discutibili se non discriminanti. Non ci vuole certo un esperto per capire che qualcosa non funziona. La Sanità Foggiana pare costi alla Regione circa 80 milioni di euro al mese! Per i soli dirigenti dell&#8217;ASL FG nel 2010 sono stati pagati 75.215.352,24 euro di stipendi! Oltre 6.268.000 di euro al mese! Quasi l&#8217;8% di quello che l&#8217;azienda spende per curare i cittadini! Senza contare straordinari e trasferte che andrebbero aggiunti a questo computo. Vedi: http://www.aslfg.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=98&amp;Itemid=156 In ultima analisi per i 640.752 cittadini che risiedono nei 61 comuni serviti dall&#8217;ASL FG sono stati spesi, nel 2010, in media 117,39 euro pro capite per sostenerne la sola dirigenza a fronte dei 269,83 euro in assistenza farmaceutica! Ma chi è artefice del disavanzo in cui l&#8217;ASL versa? Di chi le responsabilità? Forse del cittadino che si ammala o di chi dovrebbe gestirne le risorse? Ma non è eccessivo destinare quasi il 10% dei costi di un&#8217;azienda in stipendi del personale dirigente? Non è pretestuoso recuperare risorse nell&#8217;unico settore, la farmaceutica territoriale, che ha mostrato segnali di efficienza e contenimento di spesa? Quali poi i risultati? Il depauperamento delle risorse da una struttura che funziona (la farmaceutica territoriale) verso il “pozzo senza fondo” della farmaceutica ospedaliera, a distogliere risorse umane qualificate, i farmacisti ospedalieri, in attività distributive e contabili che poco hanno da spartire con la preparazione universitaria loro richiesta e che dovrebbe essere destinata a servire i pazienti in corsia. Mah! Son sicuro che qualche responsabile del settore sanità in Regione, se chiamato a rendicontare, produrrà giustificazioni tese a mettere al centro del sistema il cittadino e non la farmacia. Ma le farmacie non sono il logico presidio sanitario, a tutela della salute, più capillarmente diffuse sul territorio? Se così non fosse, perché delegarle di ulteriori incombenze previste nei tre decreti attuativi della legge sui servizi? Un giorno, di molto tempo fa, un collega ora anziano ma sempre fiero del suo essere farmacista ebbe a dirmi: &lt; &#8230; la farmacia qui sono io!&gt;. E in quelle parole racchiuse quanto bastava a identificare l&#8217;oggetto del disprezzo di tanti burocrati. Certo, di burattini farmacisti a stipendio capaci di assecondare la Giunta Regionale nelle sue divagazioni per sopperire alle carenze distributive, se ne troveranno. Quello che verrà meno per i cittadini sarà invece &#8220;l&#8217;animus&#8221; che ai mercenari della politica è sempre sfuggito e misconosciuto. Vale a dire quel &#8220;quid&#8221; con cui il titolare di farmacia permea il suo operato e innalza la farmacia italiana ai massimi livelli di gradimento tra i servizi socio-sanitari per la popolazione. La farmacia crea un costante e notevole risparmio alla parte pubblica come anche dimostrato da uno studio presentato al meeting della International Pharmaceutical Federation a Lisbona.* Si stima che in Italia ogni farmacia generi una diminuzione di costi annuo per il SSN di circa 16.000 euro! Ci riflettano questi politici e, se hanno coraggio, mettano in gioco la propria poltrona come ogni giorno fanno gli altri liberi professionisti sottoposti al giudizio degli assistiti.</p>
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		<title>Ricetta in farmacia, ma fascia C ridimensionata</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:24:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cambia ancora aspetto la liberalizzazione della fascia C, questa volta complice un emendamento del Governo apparso nella notte di martedì. Secondo quanto trapelato, i medicinali con ricetta resterebbero appannaggio della farmacia, ma da quella che è oggi la fascia C potrebbero uscire alcune molecole che approderebbero nel fuori canale: l'emendamento prevederebbe, infatti, che fatta eccezione per farmaci con ricetta non ripetibile e stupefacenti, ma anche quelli del sistema endocrino e iniettabili, il resto possa essere venduto senza ricetta nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da farmacista33.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Cambia ancora aspetto la liberalizzazione della fascia C, questa volta complice un emendamento del Governo apparso nella notte di martedì. Secondo quanto trapelato, i medicinali con ricetta resterebbero appannaggio della farmacia, ma da quella che è oggi la fascia C potrebbero uscire alcune molecole che approderebbero nel fuori canale: l&#8217;emendamento prevederebbe, infatti, che fatta eccezione per farmaci con ricetta non ripetibile e stupefacenti, ma anche quelli del sistema endocrino e iniettabili, il resto possa essere venduto senza ricetta nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione. Il legislatore affida all&#8217;Aifa, però, il compito di stilare, entro 120 giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge di conversione del decreto, una lista di medicinali, periodicamente aggiornabile, per i quali sia ancora richiesto l&#8217;obbligo di ricetta. Nel testo dell&#8217;emendamento del governo all&#8217;articolo 32 della manovra, approvato nella tarda serata di martedì dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, si stabilisce poi che la liberalizzazione della fascia C sarà possibile «nei Comuni aventi popolazione sopra i 12.500 abitanti», non più quindi come inizialmente previsto oltre i 15mila, e «al di fuori delle aree rurali». Confermati i «requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi fissati con decreto del ministro della Salute», da adottarsi entro sessanta giorni dall&#8217;entrata in vigore della legge di conversione del decreto e previa intesa in Conferenza Stato-Regioni.</span></p>
<div> </div>
<div><span style="line-height: normal; text-align: -webkit-left; background-color: #ffffff; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"><br /></span></div>
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		<title>Ecco la versione definitiva dell&#8217;art.32 sulla liberalizzazioni delle farmacie</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[liberalizzazione farmaci]]></category>
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		<category><![CDATA[liberalizzazione pianta organica farmacie]]></category>
		<category><![CDATA[manovra Monti farmacie]]></category>
		<category><![CDATA[Monti farmacie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo integrale e definitivo dell'articolo 32 relativo alla liberalizzazione delle farmacie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;"><strong>1.</strong> In materia di vendita dei farmaci, negli esercizi commerciali di cui all&#8217;articolo 5, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, che ricadono nel territorio di comuni aventi popolazione superiore a 12.500 abitanti e, comunque, al di fuori delle aree rurali come individuate dai piani sanitari regionali, in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi fissati con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, possono, esperita la procedura di cui al comma 1-bis, essere venduti senza ricetta medica anche i medicinali di cui all&#8217;articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, ad eccezione dei medicinali di cui all&#8217;articolo 45 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, e di cui all&#8217;articolo 89 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, nonché dei farmaci del sistema endocrino e di quelli somministrabili per via parenterale. Con il medesimo decreto, sentita l&#8217;Agenzia italiana del farmaco, sono definiti gli ambiti di attività sui quali sono assicurate le funzioni di farmacovigilanza da parte del Servizio sanitario nazionale.</span></p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;"><strong>1 - <em>bis</em>.</strong> Il Ministero della salute, sentita l&#8217;Agenzia italiana del farmaco, individua entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto un elenco, periodicamente aggiornabile, dei farmaci di cui all&#8217;articolo 8, comma 10, lettera c), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e successive modificazioni, per i quali permane l&#8217;obbligo di ricetta medica e dei quali non è consentita la vendita negli esercizi commerciali di cui al comma 1.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;"><strong>2.</strong> Negli esercizi commerciali di cui all&#8217;articolo 5, comma 1, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, la vendita dei medicinali deve avvenire, ai sensi di quanto previsto dal comma 2 del citato articolo 5, nell&#8217;ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto al resto dell&#8217;area commerciale, da strutture in grado di garantire l&#8217;inaccessibilità ai farmaci da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura al pubblico che di chiusura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;"><strong>3.</strong> Le condizioni contrattuali e le prassi commerciali adottate dalle imprese di produzione o di distribuzione dei farmaci che si risolvono in una ingiustificata discriminazione tra farmacie e parafarmacie quanto ai tempi, alle condizioni, alle quantità ed ai prezzi di fornitura, costituiscono casi di pratica commerciale sleale ai fini dell&#8217;applicazione delle vigenti disposizioni in materia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;"><strong>4.</strong> È data facoltà alle farmacie e agli esercizi commerciali di cui all&#8217;articolo 5, comma 1, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, di praticare liberamente sconti sui prezzi al pubblico sui medicinali di cui ai commi 1 e 1-bis, purché gli sconti siano esposti in modo leggibile e chiaro al consumatore e siano praticati a tutti gli acquirenti.</span></p>
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		<title>L&#8217;AIFA deciderà l&#8217;elenco dei farmaci vendibili al di fuori del canale farmacia</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 12:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Parafarmacie]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[emandamenti liberalizzazioni farmacie]]></category>
		<category><![CDATA[lista medicinali aifa farmacie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Governo che tira diritto ma fa qualche concessione, il Pd che lo appoggia, il Pdl che si mette di traverso. E le farmacie che minacciano: faremo la serrata, forse già da lunedì. Sulla vendita anche nei supermercati e nelle parafarmacie dei farmaci C senza obbligo di ricetta, s'è consumata ieri un'altra giornata ad alta tensione. Per 3,2 miliardi (di euro) di buone ragioni, quanto vale il mercato che potrà essere liberalizzato, Pd e Pdl si sono spaccati fino all'ultimo come ai tempi.... di Roberto Turro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Roberto Turro &#8211; Il Sole 24 Ore &#8211; leggi su http://24o.it/DyORj</p>
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<div>Il Governo che tira diritto ma fa qualche concessione, il Pd che lo appoggia, il Pdl che si mette di traverso. E le farmacie che minacciano: faremo la serrata, forse già da lunedì. Sulla vendita anche nei supermercati e nelle parafarmacie dei farmaci C senza obbligo di ricetta, s&#8217;è consumata ieri un&#8217;altra giornata ad alta tensione.</div>
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<p>Per 3,2 miliardi (di euro) di buone ragioni, quanto vale il mercato che potrà essere liberalizzato, Pd e Pdl si sono spaccati fino all&#8217;ultimo come ai tempi di Berlusconi. Il Pd schierato col Governo per andare avanti e sottrarre questi medicinali all&#8217;esclusiva delle farmacie. Il Pdl pressoché compatto dall&#8217;altra parte della barricata. Con lunghi momenti di tensione fino a tarda serata nel voto di ieri in commissione. Mentre il convitato di pietra della vicenda, le farmacie, a metà mattinata lanciavano la minaccia estrema promessa da qualche giorno: faremo la serrata.</p>
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<p>La decisione dei farmacisti privati sarà presa oggi dal Consiglio di presidenza di Federfarma. Già lunedì potrebbe esserci il primo stop, cui ne seguiranno altri secondo un calendario di chiusure da definire, costringendo gli italiani a cercare le farmacie di turno, come avviene nei giorni festivi, che garantiranno il servizio e le urgenze. Ma il Codacons già attacca: «Contro la serrata scatteranno immediatamente le denunce alla procura della Repubblica».</p>
<p>Fino all&#8217;ultimo si sono consumati tutti i possibili tentativi di mediazione. Silenzioso il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, promotore della proposta inserita nel decreto salva-Italia, è stato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, a uscire in parte allo scoperto. Non ci saranno passo indietro da parte del Governo, assicurava Balduzzi nel pomeriggio: «La scelta politica è stata quella di andare verso una limitata limitata liberalizzazione del settore». Anche se «è possibile pensare a forme ulteriori di garanzia per la tutela della salute dei cittadini».</p>
<p>Di qui la soluzione che il Governo ha affidato in tarda serata a un emendamento. Sarà l&#8217;Agenzia del farmaco (Aifa) d&#8217;intesa con il ministero della Salute, a individuare entro 4 mesi dal varo del decreto un elenco aggiornabile periodicamente dei farmaci comunque esclusi dalla vendita fuori farmacia. Inoltre, sentita l&#8217;Aifa, saranno definiti gli ambiti di attività sui quali andranno assicurate le funzioni di farmacovigilanza da parte del servizio sanitario nazionale. Oggi sapremo se basterà ai farmacisti per non fare la serrata.</p>
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		<title>Farmacie: No all&#8217;apertura dei farmaci &#8220;etici&#8221;. In cambio qualcuno di questi diventerà &#8220;da banco&#8221;.</title>
		<link>http://www.parafarmacie.it/farmacie-salta-la-liberalizzazione-prezzi-fissi-per-i-medicinali.html</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 12:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Parafarmacie]]></category>
		<category><![CDATA[Emendamenti liberalizzazioni farmacie]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni farmacie]]></category>

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		<description><![CDATA[Farmaci indietro tutta. Salta la liberalizzazione dei medicinali di fascia C con obbligo di ricetta, e tutto, o quasi, resta com’era. Dopo che le farmacie hanno minacciato la serrata, e hanno continuato a trattare per la cancellazione della norma che toglieva loro il monopolio dei farmaci “etici”, nella notte la Commissione Bilancio della Camera ha inserito un emendamento che di fatto uccide l’ultimo tentativo di aprire il settore delle medicine al libero mercato. Inutili le migliaia di fax che gli aderenti all’associazione nazionale parafarmacie hanno inviato da ieri all’indirizzo della presidenza del Consiglio chiedendo di “non arrendersi alla casta”. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Un emendamento dell&#8217;ultima ora <strong>è passato in commissione</strong>, è l&#8217;emendamento di delisting votato in blocco insieme a ICI e pensioni<strong>.</strong></p>
<p>Solo il governo potrà cambiare la norma nel maxiemendamento che ha intenzione di presentare con la fiducia in aula.</p>
<p>L&#8217;emendamento approvato prevede  un abbassamento a 12.500 abitanti della soglia sotto la quale non scatteranno le liberalizzazioni (il decreto prevedeva 15.000 abitanti) e poi viene previsto che fuori dalla farmacia saranno vendibili<strong> solo farmaci senza ricetta.</strong></p>
<p>Per individuarli viene demandato all&#8217;<strong>Aifa</strong> il compito di stilare una lista apposita di medicinali dell&#8217;attuale fascia C che potranno essere venduti in esercizi con requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi stabiliti da un decreto del ministero della Salute da emanare entro 60 giorni.</p>
<p>Nella lista dell&#8217;Aifa, che dovrà essere emanata entro 120 giorni sentito il Ministero della Salute e che sarà periodicamente aggiornabile, saranno inseriti i farmaci in fascia C, oggi con obbligo di ricetta, per i quali sarà consentita la vendita senza ricetta medica. Esclusi a priori dalla lista i medicinali con ricetta non ripetibile, gli stupefacenti e psicotropi, i farmaci del sistema endocrino (contraccettivi e ormoni) e quelli somministrati per via parenterale (inettabili).</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>Articolo di Giorgia Nardelli tratto da <a href="http://www.ilsalvagente.it/">http://www.ilsalvagente.it</a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;">Nessuna apertura alle parafarmacie</span></div>
<div>I medicinali a carico del cittadino con obbligo di prescrizione (specialità come gli analgesici  o gli antibiotici, ma non solo) non potranno essere venduti nelle parafarmacie e nei corner della Grande distribuzione organizzata, a prezzo libero, come si diceva fino a ieri. Continueranno a essere ostaggio degli esercizi autorizzati, e avranno, come oggi, un prezzo bloccato.</div>
<div> </div>
<div>
<h4>Il &#8220;delisting&#8221; dei medicinali con obbligo di prescrizione</h4>
<p>La norma scritta dal governo è stata sostituita con un’altra (gli emendamenti in questione sono stati presentati da parlamentari del Popolo della Libertà), che si limita a “declassare” alcuni medicinali di fascia C, spostandoli nella categoria degli Otc, gli unici che oggi possono essere venduti al di fuori delle farmacie. </p>
<h4>Il compito di stilare la lista all&#8217;Aifa</h4>
<p>Non è dato sapere quante specialità mediche facciano parte della lista. Il nuovo testo del decreto demanda all’Agenzia del farmaco il compito di stilare l’elenco. Fatto sta che per chi aveva creduto alla misura, il cambiamento ha il sapore di una presa in giro.</p>
<h4>&#8220;Cittadini meno tutelati&#8221;</h4>
<p>“La norma, così come era stata scritta dal governo, consentiva ai cittadini di avere una lista enorme di medicinali a prezzo scontato, compresi quelli con obbligo di prescrizione. Avrebbero potuto acquistarli in farmacia o in parafarmacia, alla presenza di un professionista”, spiega Paolo Spolaore, presidente dell’Anpi-parafarmacie. “Oggi i prezzi restano quelli, fatto salvo un numero esiguo di medicinali, con la differenza che nuovi farmaci potranno essere comprati senza il consiglio del proprio medico. Ironico”, chiosa, “che questa norma scritta per ‘tutelare’ maggiormente i cittadini, di fatti ampli il numero dei farmaci che possono essere acquistati senza filtri”.</p>
<h4>La &#8220;finta&#8221; liberalizzazione</h4>
<p>“I titolari di farmacia”, continua Spolaore, “hanno sempre osteggiato ogni forma di liberalizzazione del settore sbandierando la tutela del paziente, e ora accettano di buon grado questa formula, che non è altro che una finta liberalizzazione, a favore di pochi e a danno di molti, specie dei cittadini”. </p>
<h4>Prezzo fisso per tutti gli &#8220;etici&#8221;</h4>
<p>Tra gli emendamenti, infatti, ne è stato approvato uno che vieta gli sconti in farmacia sui medicinali diversi da quelli da banco. Rinforzando così il principio del prezzo fisso, che riguarda la grandissima maggioranza delle molecole. </p>
</div>
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		<title>Maxiemendamento, Balduzzi gela le ultime speranze dei titolari</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 08:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[farmaci di fascia C]]></category>
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		<category><![CDATA[Liberalizzazione fascia c]]></category>
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		<category><![CDATA[manovra farmacie]]></category>
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		<category><![CDATA[Monti farmacie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla liberalizzazione della fascia C «non ci saranno passi indietro». È una secchiata d'acqua fredda sulle ultime speranze dei titolari la dichiarazione rilasciata ieri alle agenzie da Renato Balduzzi(foto), ministro della Salute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da farmacista33.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Sulla liberalizzazione della fascia C «non ci saranno passi indietro». È una secchiata d&#8217;acqua fredda sulle ultime speranze dei titolari la dichiarazione rilasciata ieri alle agenzie da <strong>Renato Balduzzi,</strong> ministro della Salute. Mentre il Governo presentava alla stampa le novità del maxiemendamento (oggi all&#8217;esame della Camera salvo sorprese), Balduzzi spazzava via ogni ambiguità sui provvedimenti in materia di etici non rimborsati dopo i ripensamenti di lunedì sulle liberalizzazioni di trasporti e professioni. «La nostra scelta politica rimane quella di andare verso una limitata liberalizzazione del farmaco» ha detto il Ministro «anche se è possibile pensare a forme ulteriori di garanzia per la salute dei cittadini». In sostanza, per Balduzzi è ipotizzabile che al dicastero sia affidato il compito di escludere determinati farmaci dalla distribuzione extra farmacia nel caso in cui «si verifichi che la loro somministrazione sia pregiudizievole per la salute dei cittadini». Nulla di più, anche perché &#8211; ha ricordato il Ministro &#8211; il Governo ha già escluso dalla vendita nelle parafarmacie «psicotropi o stupefacenti e i mono-ricetta».</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">Intanto in Federfarma circolano già le prime stime sulle ricadute della liberalizzazione, anche se in via informale: a meno di ripensamenti dell&#8217;ultimo momento, l&#8217;uscita dalla farmacia della fascia C potrebbe portare nel giro di pochi mesi alla nascita di 5-10mila nuovi esercizi di vicinato, il che significherebbe dai 25 ai 30mila punti vendita in tutto il paese tra farmacie, corner e parafarmacie.</span></p>
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