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	<title>Parafarmacie</title>
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	<description>Parafarmacie Arredamento - aprire una parafarmacia - soluzioni e arredamenti per parafarmacie</description>
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		<title>Ecco la lista dei 230 farmaci che perdono l&#8217;obbligo di ricetta. Saranno venduti anche nelle parafarmacie e nei supermercati</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:14:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero della Salute con la lista dei farmaci dei 230 farmaci senza l'obbligo di ricetta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero della Salute con la lista dei farmaci dei 230 <strong>farmaci senza l&#8217;obbligo di ricetta</strong> e che quindi potranno essere venduti, oltre che in farmacia, anche in <strong>parafarmacia</strong> e nei corner della Grande distribuzione organizzata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Il provvedimento &#8211; oltre a redigere anche l&#8217;elenco dei prodotti che, viceversa, continueranno a essere venduti esclusivamente nelle farmacie &#8211; contiene una lista di 117 farmaci per i quali l&#8217;obbligo di ricetta medica permane provvisoriamente, in attesa delle valutazioni della commissione consultiva tecnico scientifica dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Fra questi ultimi, numerosi antimicotici e antinfiammatori di largo consumo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">La pubblicazione arriva nove giorni dopo la firma del decreto da parte del ministro della Salute, Renato Balduzzi. Il provvedimento d attuazione a quanto previsto dall&#8217;articolo 32 del decreto legge Salva-Italia sul regime di vendita dei <strong>farmaci di fascia C</strong>, a totale carico del cittadino. Il decreto, adottato a seguito delle valutazioni tecniche compiute dall&#8217;Aifa, prende in considerazione tutti i medicinali di classe C finora vendibili soltanto dietro presentazione di ricetta medica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Il testo individua innanzitutto, come richiesto dal legislatore, i medicinali che dovranno continuare a essere venduti su ricetta medica e che pertanto i cittadini potranno trovare solo nelle farmacie. La maggior parte di questi farmaci appartiene alle 4 categorie di medicinali per le quali stato lo stesso decreto legge a escludere la possibilit del passaggio alla vendita .</span></p>
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		<title>Delisting fascia C, 220 medicinali in più nelle parafarmacie</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 10:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Parafarmacie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono circa 220 i medicinali che per effetto del cosiddetto "delisting", si potranno trovare anche sui banconi di parafarmacie e corner dei supermarket. ..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Articolo tratto da farmacista33.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333; font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Sono circa 220 i medicinali che per effetto del cosiddetto &#8220;delisting&#8221;, si potranno trovare anche sui <strong>banconi</strong> di <strong>parafarmacie</strong> e corner dei supermarket. La nuova lista di <strong>farmaci</strong> che lasciano la <strong>fascia C</strong> e stilata dal ministero della Salute con l&#8217;Aifa, è stata firmata ieri dal ministro Renato Balduzzi in anticipo sulla scadenza dei 120 giorni indicati dalla manovra del governo Monti per individuare questi farmaci. Ora i cittadini, come ha spiegato lo stesso ministero della Salute, potranno trovare prodotti di largo uso come «antivirali per uso topico a base di acyclovir, antimicotici vaginali prodotti per la circolazione colliri antiallergici e antiinfiammatori per uso topico». Resteranno invece di competenza della farmacia &#8220;tradizionale&#8221; «i medicinali stupefacenti, gli iniettabili, i medicinali del sistema endocrino e di tutti i medicinali per i quali è previsto il più rigoroso regime della vendita dietro presentazione di ricetta medica da rinnovare volta per volta», quelli che già lo stesso <strong>decreto legge</strong> escludeva dalla possibilità di passare alla vendita senza ricetta.  L&#8217;intero <strong>mercato</strong> dei <strong>farmaci di fascia C</strong> rappresenta un mercato da circa 3 miliardi di euro l&#8217;anno e il provvedimento approvato dal governo aveva suscitato le critiche da parte dei <strong>titolari delle</strong> 18 mila <strong>farmacie</strong> sparse lungo il territorio, preoccupate di perdere un importante quota di mercato a danno delle <strong>parafarmacie</strong> e della grande distribuzione. Viceversa era molto attesa dai parafarmacisti che rivendicano però anche la possibilità di vendere i farmaci con ricetta ma a carico del Ssn, visto che anche nella grande distribuzione e in parafarmacia è comunque sempre prevista la presenza di un farmacista. La lista completa dei <strong>medicinali</strong> che sono stati in sostanza &#8220;<strong>liberalizzati</strong>&#8221; verrà pubblicata, con «la specificazione del principio attivo e del marchio di fabbrica» nei prossimi giorni in Gazzetta Ufficiale. </span></p>
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		<title>Parafarmacie, previsioni su fascia C sottoposte alla corte Ue</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 07:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[elenco farmaci fascia c]]></category>
		<category><![CDATA[fascia c parafarmacie]]></category>
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		<description><![CDATA[Ora la procedura pregiudiziale sui farmaci di fascia C è ufficialmente partita. Così il Coordinamento nazionale parafarmacie commenta la notificazione della domanda di rinvio alla Corte di giustizia europea da parte del Tar della Lombardia per richiedere un parere sulla normativa italiana...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da www.sofarmamorra.it</em></p>
<p><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Ora la procedura pregiudiziale sui <strong>farmaci di fascia C</strong> è ufficialmente partita. Così il Coordinamento nazionale <strong>parafarmacie</strong> commenta la notificazione della domanda di rinvio alla Corte di giustizia europea da parte del Tar della Lombardia per richiedere un parere sulla normativa italiana. Al tribunale lombardo, infatti, avevano fatto ricorso, a novembre, alcuni <strong>titolari di parafarmacia</strong> denunciando come «l&#8217;impossibilità, a tutt&#8217;oggi, di vendere i medicinali di fascia C costituisca una discriminazione grave a nostro danno». Ora, continuano le parafarmacie, «la massima autorità giudiziaria dell&#8217;Unione europea dovrà pronunciarsi, nei dovuti termini processuali, sulla norma italiana» e «a decorrere da oggi le parti in causa possono presentare entro il termine perentorio di 60 giorni una memoria contenente le proprie osservazioni scritte a sostegno delle questioni sollevate». L&#8217;auspicio è «che la normativa italiana in materia venga adeguatamente rivista prima che la Corte intervenga a censurare l&#8217;evidente quanto ingiusta discriminazione a nostro danno».</span></p>
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		<title>Liberalizzazioni: nuove aperture nelle Marche e in Friuli</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 07:47:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A una settimana dalla conversione in legge del decreto liberalizzazioni, iniziano ad arrivare le prime delibere attuative delle Regioni e i primi numeri sulle nuove aperture nelle Marche e Friuli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Articolo trattp da teva-lab.com</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: verdana, geneva;">A una settimana dalla conversione in legge del <strong>decreto liberalizzazioni</strong>, iniziano ad arrivare le prime delibere attuative delle Regioni e i primi numeri sulle <strong>nuove aperture</strong>. Dalle Marche, che ha già emanato le linee guida, la stima si attesta su una settantina di nuovi esercizi ma c&#8217;è tempo fino al 23 di aprile per indicare il numero preciso. I criteri che qui verranno seguiti prevedono che «la zona dovrebbe essere, in via prioritaria, quella in cui sia già presente un dispensario o una succursale. Vanno privilegiate le aree dove è previsto uno sviluppo economico, urbanistico e l&#8217;incremento della popolazione. Nuovi esercizi (nel limite del 5%) potranno essere avviati anche nelle zone di passaggio e movimento come stazioni ferroviarie, marittime, aeroporti, aree autostradali (purché non sia già aperta una farmacia a distanza inferiore ai 400 metri), nei centri commerciali e nelle grandi strutture di vendita superiori a 10 mila metri quadri (se non sia già operativa una farmacia entro 1.500 metri)». La Regione assicura comunque che «gestirà con oculatezza la questione, consapevole delle ripercussioni che il provvedimento avrà sul territorio per quanto riguarda gli aspetti economici e la salvaguardia di un presidio sanitario essenziale per la popolazione». La delibera approvata dalla giunta marchigiana, inoltre, avvia il percorso amministrativo per applicare il pensionamento dei titolari di farmacia che hanno superato i 65 anni di età, con l&#8217;affidamento della direzione a un altro farmacista o la vendita dell&#8217;attività. In Friuli, invece, nella sola provincia di Udine, le nuovi sedi saranno 24. Un numero che non va giù al presidente di Federfarma locale, <strong>Michele Favero</strong>, che, in un intervista pubblicata sul Gazzettino del Friuli, denuncia come il rapporto per abitante scenderà così da 1 su 2.950 a uno su 2.600, una delle medie più basse d&#8217;Europa.</span></p>
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		<title>Comma 17, prime lettere ai titolari  in età pensionabile</title>
		<link>http://www.parafarmacie.it/comma-17-eta-titolari-farmacia.html</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 16:50:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono Lombardia e Toscana ad aprire le danze sul comma 17, quello che esclude dalla direzione della farmacia i farmacisti ultra65enni....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Articolo tratto da farmacista33.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">Sono Lombardia e Toscana ad aprire le danze sul <strong>comma 17</strong>, quello che esclude dalla <strong>direzione della farmacia</strong> i farmacisti ultra65enni. Nelle due regioni, infatti, i <strong>titolari di farmacia</strong> in età pensionabile hanno iniziato a ricevere dalle Asl i primi &#8220;avvisi&#8221;: il tono è formale, non vengono indicate scadenze perentorie, ma la richiesta è quella di adeguarsi velocemente a quanto previsto dal <strong>decreto liberalizzazioni</strong> e comunicare all&#8217;Azienda il nome del nuovo direttore. Per ora si ha notizia di missive in tre o quattro province, ma gli invii sono destinati ad allargarsi a macchia d&#8217;olio. A Mantova si registrano già parecchi recapiti, a Siena, Lucca e Arezzo starebbero ricevendo lettere anche i titolari con meno di 65 anni, a Lecco l&#8217;Asl avrebbe già anticipato una bozza a Federfarma e Ordine dei farmacisti, a Varese i primi avvisi dovrebbero partire a giorni e da colloqui informali con l&#8217;Azienda sanitaria risulterebbe che l&#8217;orientamento è quello di dare alle farmacie un paio di mesi per rispondere.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva; font-size: small;">L&#8217;ingranaggio, in sostanza, si è messo in moto e altre regioni seguiranno a breve. Per fermarlo non c&#8217;è che l&#8217;incontro di giovedì prossimo tra i vertici di Federfarma e il ministro Balduzzi: l&#8217;orientamento del dicastero parrebbe quello di concedere una dilazione di alcuni mesi nell&#8217;applicazione del comma, il sindacato invece mirerebbe a una radicale riscrittura ma prendere tempo potrebbe anche essere un compromesso accettabile. Intanto si lavora anche ad altre ipotesi: ricorsi al Tar (qualche Federfarma provinciale si sta già preparando) o al Consiglio di Stato e via di seguito. Restano invece prive di fondamento le voci di un prossimo intervento dell&#8217;Enpaf per alzare l&#8217;età pensionabile a 68 anni. Il percorso è già disegnato, la riforma dovrebbe essere varata a giugno ma l&#8217;innalzamento potrà avvenire solo per gradi, cioè in non meno di cinque o sei anni. Anche perché, ricordano all&#8217;ente di previdenza, ogni delibera dovrebbe essere approvata dai Ministeri competenti, da sempre severi sulla stabilità delle casse.</span></p>
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		<title>Dal Tar Lombardia quesito all&#8217;Ue su esclusiva per la fascia C</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 08:47:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Corte di giustizia europea dovrà tornare a occuparsi di farmacie italiane e di concorrenza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da farmacista33.it</em></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #333333; font-size: small; font-family: verdana, geneva;">La Corte di giustizia europea dovrà tornare a occuparsi di <strong>farmacie</strong> italiane e di concorrenza. A chiamarla in causa il Tar della Lombardia, che con una decisione pubblicata giovedì scorso si è rivolto ai giudici del Lussemburgo per una questione pregiudiziale sulla compatibilità tra il diritto comunitario e le norme che in Italia escludono <strong>le parafarmacie dalla vendita dei farmaci di fascia C</strong> con ricetta. L&#8217;iniziativa del Tribunale lombardo fa riferimento al ricorso presentato a novembre dalla titolare di una parafarmacia di Varese: la farmacista aveva impugnato davanti ai giudici amministrativi i due provvedimenti con cui ad agosto ministero della Salute e Asl cittadina avevano respinto la sua richiesta di poter dispensare al pubblico i <strong>farmaci di fascia C</strong> con obbligo di ricetta.<br />I motivi per cui il Tar ha deciso di rivolgersi alla Corte Ue risiedono nella natura commerciale dell&#8217;attività professionale: nonostante le direttive europee lascino agli Stati l&#8217;organizzazione dei servizi farmaceutici nazionali, «le attività che possono essere svolte da un farmacista sono pur sempre da intendersi come esercizio di attività economiche prestate dietro retribuzione» e come tali sottoposte alle disposizioni dei Trattati comunitari». Inoltre, tutte le norme nazionali che «assoggettano discrezionalmente l&#8217;attività economica del farmacista» limitandone la libertà d&#8217;impresa «devono pur sempre scontare una verifica di compatibilità alla luce ed in ragione dei principi europei di libera circolazione e di stabilimento». In particolare, proseguono i giudici amministrativi, «occorre verificare se il sistema che riserva ai titolari di farmacia in pianta organica la distribuzione dei farmaci di fascia C soggetti a prescrizione medica sia proporzionato e idoneo a raggiungere l&#8217;obiettivo» (ossia «un approvvigionamento di medicinali sicuro e di qualità») o se invece  non esistano «misure meno restrittive» che assicurino lo stesso obiettivo senza privare «taluni farmacisti di qualunque accesso all&#8217;attività professionale» mentre altri, già presenti sul mercato, «godono di profitti sproporzionati».<br />Posta la questione in tali termini, per il Tar le norme che escludono le <strong>parafarmacie dalla vendita dei farmaci di fascia C</strong> «eccede quanto necessario per raggiungere l&#8217;obiettivo perseguito, in quanto il regime di contingentamento vigente in Italia non sembra giustificato né da ragioni di controllo della salute pubblica, né di ordine economico, né per evitare gli eccessi socialmente indesiderati della concorrenza». La parafarmacia, infatti, «garantisce la tracciabilità del farmaco», si avvale «dei medesimi canali di rifornimento delle farmacie», utilizza «gli stessi sistemi informatici» ed è quindi costantemente aggiornata su ritiri e altre problematiche, si avvale di «farmacisti abilitati tenuti all&#8217;aggiornamento costante tramite Ecm», è dotata «di apparati e attrezzature idonee a garantire una buona conservazione e una buona distribuzione dei farmaci». Il contingentamento del numero di esercizi farmaceutici sul territorio nazionale abilitati alla vendita dei farmaci di fascia C, è quindi la conclusione del Tar, si traduce «nella sproporzionata protezione di reddito degli esercizi esistenti piuttosto che nel conseguimento di una razionale e soddisfacente distribuzione territoriale degli esercizi di vendita». Si impedisce, cioè, «che attraverso l&#8217;erosione delle posizioni di rendita create da una regolamentazione restrittiva, si accresca il grado di concorrenza, restituendo al mercato la sua capacità allocativa e, tramite produzioni più efficienti, si offrano ai cittadini benefici sotto forma di minori prezzi». Di qui la decisione dei giudici lombardi di chiamare in causa la Corte del Lussemburgo per una questione pregiudiziale (cioè una interpretazione delle norme comunitarie ai fini di una sentenza nazionale). </span></div>
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		<title>Cosa cambia ad Aprile per le Parafarmacie italiane</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 11:53:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La legge di conversione del decreto “Cresci Italia” è stata approvata dalla Camera dei Deputati. Vediamo cosa cambia nelle Parafarmacie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">La legge di conversione del <strong>decreto</strong> “Cresci Italia” è stata approvata dalla Camera dei Deputati. </span></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Cosa cambia per le <strong>Parafarmacie</strong> italiane:</span></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">1) Dal mese di Aprile potranno essere venduti in parafarmacia i farmaci veterinari;</span></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">2) Dal mese di Aprile si potranno effettuare preparazioni galeniche;</span></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">3) Entro la fine di Aprile, vendere anche i farmaci di fascia C, con obbligo di ricetta, riclassificati come SOP in applicazione del decreto “Salva Italia” di dicembre. </span></div>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Si attende a questo punto un <strong>Decreto</strong> del Ministro della salute, un vero e proprio <strong>regolamento delle parafarmacie</strong>, che definisca, come mai avvenuto dal 2006, attribuzioni funzionali e prescrizioni operative. </span></p>
</div>
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		<title>Mercato SOP e OTC: solo la Parafarmacia cresce</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 10:52:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il 91,6% di confezioni vendute (284,5 milioni) e un giro di affari di poco superiore ai due miliardi di euro (92,6% del mercato a valore), la farmacia si conferma il canale di acquisto privilegiato per le specialità senza obbligo di prescrizione, anche se l'unico canale a registrare una crescita è la parafarmacia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da farmacista33.it del 21/03/2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Con il 91,6% di confezioni vendute (284,5 milioni) e un giro di affari di poco superiore ai due miliardi di euro (92,6% del mercato a valore), la farmacia si conferma il canale di acquisto privilegiato per le specialità <strong>senza obbligo di prescrizione</strong>, anche se l&#8217;unico canale a registrare una crescita è la <strong>parafarmacia</strong>. Il risultato emerge dall&#8217;analisi dell&#8217;Anifa recentemente pubblicata che ha preso in esame l&#8217;andamento del mercato farmaceutico del 2011 e ha messo in evidenza come il <strong>mercato di Sop e Otc,</strong> pur con una contrazione nei volumi rispetto al 2010, riconferma la tenuta del fatturato. Secondo i dati, «stabile al 3,5% la quota della Gdo, mentre la <strong>parafarmacia</strong> ha costantemente eroso, seppure di misura, quote di mercato alla farmacia con vendite, a fine 2011, pari al 4,9% del numero di confezioni (poco più di 15 milioni) per un giro d&#8217;affari di circa 102 milioni di euro (4,6% del mercato a valori). Rispetto alla performance dell&#8217;anno appena trascorso, le farmacie e i corner Gdo assistono a una contrazione delle confezioni vendute rispettivamente del 2,7% e del 2,1%, mentre la parafarmacia registra un +1,0%». Quanto all&#8217;andamento a valori si evidenzia «una tenuta dei fatturati da parte delle farmacie (-0,3%), una modesta crescita per i corner (+0,8%) e un <strong>aumento per la parafarmacia</strong> pari al 3,1%. Guardando ai prezzi, rispetto a dicembre 2010, le parafarmacie hanno avuto gli aumenti più contenuti e pari +2,36% contro il +2,87% della farmacia e il +5,05% della Gdo». Importante il commento dell&#8217;Anifa, secondo cui «i dati evidenziano come la leva del prezzo, liberamente stabilito dal titolare di ogni punto vendita, non incide significativamente sulle abitudini di acquisto degli italiani e, quindi, sulla leadership di mercato della farmacia». </span></p>
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		<title>Liberalizzazioni. Farmacie. Trovato l&#8217;accordo: ecco l&#8217;emendamento dei Relatori (Pd e Pdl)</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 16:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Parafarmacie]]></category>
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		<description><![CDATA[Quorum a 3.300. Galenici senza ricetta e veterinari con e senza ricetta anche nelle parafarmacie. Titoli paritari ai concorsi per le nuove farmacie. Via il fondo per le piccole farmacie e niente soglia dei 12.500 abitanti. Ecco il testo dell'emendamentodei due relatori Pdl e Pd.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da quotidianosanita.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">I due relatori al disegno di legge di conversione del decreto liberalizzazioni (Bubbico, Pd e Vicari, Pdl) hanno presentato un loro emendamento all&#8217;art. 11 sulle farmacie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> <br /><span style="font-family: verdana, geneva;">In tutto 17 nuovi commi che sostituiscono integralmente il testo originale del provvedimento ora al voto della Commissione prima dell&#8217;invio all&#8217;aula del Senato previsto per domani.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">Il nodo centrale del deecreto, quello dell&#8217;apertura di almeno 4.500/5.000 farmacie, punto sul quale il Governo ha posto paletti irremovibili, dovrebbe restare garantito anche con il nuovo quorum proposto dai relatori che hanno individuato anche altri terreni di modifica  seguendo il principio di sminuzzare il testo un po’ di qui e un po’ di là.</span><br /> <br /><span style="font-family: verdana, geneva;">E così il quorum  farmacia/abitanti sale da 3.000 a 3.300, ma sparisce la soglia dei 12.500 abitanti quale limite per le parafarmacie prevista dal decreto Salva Italia. Non si parla di riserva per le parafarmacie nei concorsi ma si punta a garantire punteggi uguali per tutti senza titoli privilegiati ai concorrenti. Si tiene il punto sulla fascia C con ricetta solo in farmacia ma si liberalizzano i galenici senza ricetta e i veterinari con e senza ricetta.</span><br /> <br /><span style="font-family: verdana, geneva;">E poi altre piccole modifiche come quella che consentirebbe ai farmacisti di restare titolari fino all’età della pensione senza fissare il limite preordinato di 65 anni (vista la tendenza ad innalzare l’età pensionabile)e infine via la norma sul fondo per  le farmacie dei piccoli comuni. Sì anche alla possibilità di confezioni monodose “anti sprechi” dei medicinali ma con limiti ferrei al confezionamento.</span></p>
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		<title>Liberalizzazioni, molte conferme nel decreto varato dal governo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pArafarmacie</dc:creator>
				<category><![CDATA[News Parafarmacie]]></category>
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		<category><![CDATA[farmaci di fascia C]]></category>
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		<category><![CDATA[liberalizzazione pianta organica farmacie]]></category>
		<category><![CDATA[manovra Monti farmacie]]></category>
		<category><![CDATA[ordine farmacisti]]></category>
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		<category><![CDATA[parafarmacia online]]></category>

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		<description><![CDATA[Tramonta l'eventualità di una seconda "fuga" della fascia C con ricetta dalle farmacie ma rimangono il quorum a tremila abitanti, gli sconti sulla fascia A e la deregulation di orari e turni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Articolo tratto da farmacista33.it</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: verdana, geneva;">Tramonta l&#8217;eventualità di una seconda &#8220;fuga&#8221; della <strong>fascia C</strong> con ricetta dalle farmacie ma rimangono il quorum a tremila abitanti, gli sconti sulla fascia A e la deregulation di orari e turni. Conferma gran parte delle anticipazioni dei giorni scorsi il <strong>decreto sulle liberalizzazioni</strong> sfornato venerdì in serata dal Governo. L&#8217;articolo che riguarda farmacie e &#8220;para&#8221; è l&#8217;11 ed è un numero che i <strong>farmacisti</strong> manderanno velocemente a memoria perché se ne parlerà parecchio nei giorni a venire, non solo per le iniziative di protesta che già si annunciano (vedi articolo sotto) ma anche per il dibattito che certamente si aprirà sugli effetti del pacchetto. A cominciare dal numero di sedi che spunteranno dall&#8217;abbassamento del quorum: confermati i tremila abitanti (con resti a 501 e 1.501 nei comuni abitati rispettivamente da più o meno di 9mila persone) bisognerà prima poi mettere un punto al balletto di cifre di questi giorni, con Federfarma che insiste su settemila, Fofi che ipotizza 5mila e il Cirf (Centro interdipartimentale ricerca farmacoeconomia e farmaco utilizzazione) dell&#8217;Università Federico II di Napoli che recentemente ha detto 4.200.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">La variabilità delle stime dipende anche dall&#8217;inclusione o meno nei conteggi dei presìdi che potrebbero sorgere nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti civili, nelle stazioni marittime, nelle aree di servizio e nei centri commerciali con più di 10mila metri quadrati (questi ultimi purché non sia già aperta una farmacia a meno di 1.500 metri), come prevede il comma 3 dell&#8217;articolo 11. Ma anche qui le previsioni oscillano tra il più nero pessimismo e un consolante ottimismo, cui non è estraneo il passaggio che conferma la prelazione ai comuni fino al 2022.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">Sparisce invece, come si diceva, l&#8217;eventualità di una seconda <strong>liberalizzazione dei farmaci di fascia C</strong>. Era la minaccia incombente sulle farmacie delle Regioni che non sarebbero riuscite ad aprire l&#8217;80% delle nuove sedi entro il 1 marzo 2013, nella versione definitiva del decreto il Governo ha preferito spostare il tiro sulle sole amministrazioni: se non aggiorneranno la <strong>Pianta organica</strong> entro 120 giorni dalla data di approvazione della legge di conversione e non bandiranno un concorso straordinario per soli titoli (riservato ai non titolari e ai rurali sussidiati) entro i successivi trenta, perdono i finanziamenti integrativi del Ssn e scatta il commissariamento. E a proposito di concorso, torna per i <strong>farmacisti</strong> la possibilità (già balenata fugacemente nella manovra di dicembre) di partecipare in modo associato per raggruppare i punteggi e incrementare così le chance di assicurarsi una farmacia.</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">Farà certo discutere a lungo sul significato pratico dei provvedimenti anche il comma che autorizza le farmacie a «svolgere la propria attività e i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari e i turni di apertura», così come a «praticare sconti sui prezzi pagati direttamente da tutti i clienti per i farmaci e prodotti venduti, dandone adeguata comunicazione alla clientela».</span><br /><span style="font-family: verdana, geneva;">Infine, in materia di cessioni, rimangono i sei mesi per passare la farmacia all&#8217;erede abilitato oppure i due anni per venderla al miglior acquirente. </span></p>
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